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Comunicato alla Comunità scolastica

Comunicato alla Comunità scolastica del Liceo Danilo Dolci di Palermo

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Palermo, 20 Gennaio 2026

Alla Comunità scolastica

del Liceo Danilo Dolci di Palermo

Comunicato

Lo scorso 13 gennaio si è verificato in una delle classi del primo piano del plesso centrale un distacco di calcinacci. Malauguratamente alcuni frammenti hanno colpito due ragazze. Dal fatto un po’ di comprensibile spavento e qualche graffio a una delle ragazze, accertato in ospedale a seguito del dovuto soccorso doverosamente e immediatamente realizzato.

Poiché la vicenda ha fornito lo spunto per la diffusione, anche da parte di alunni, sui social di notizie improprie, false e prevenute su presunte violazioni, da parte dell’Istituzione scolastica, di leggi e regolamenti, e di norme interne alla scuola, si ritiene con la presente di riportare a correttezza e a verità gli atti e i comportamenti del “Danilo Dolci” seguiti alla vicenda:

Verificatosi nella tarda mattinata di martedì 13 il distacco di cui in premessa, l’aula interessata è stata immediatamente isolata, mentre, alle ore 12,30, i responsabili della Città metropolitana, su sollecito istantaneo dell’Istituzione, hanno eseguito i controlli in tutte le aule del plesso. Medio tempore sono stati informati i Vigili del fuoco.

Il successivo 14 Gennaio 2026, é stato realizzato un nuovo sopralluogo congiunto con il responsabile del dipartimento della città metropolitana, il delegato del direttore generale della città metropolitana e il tecnico dell’Istituzione scolastica. A seguito di controlli approfonditi e capillari effettuati su tutti i locali, si è ritenuto opportuno estendere i lavori di verifica e ripristino delle opere murarie interessate anche ad altre zone dell’edificio.

Il giorno 15 Gennaio 2026 il nostro responsabile della sicurezza e il responsabile della Città Metropolitana hanno completato l’esame e realizzato una dettagliata relazione completa di documentazione fotografica di tutte le zone di intervento. La stessa Città metropolitana nelle ore successive, con Procedura di somma urgenza, ha stanziato le somme necessarie e provveduto ad assegnare i lavori ad una ditta con ordine di inizio dei lavori immediato entro e non oltre il sabato 17 Gennaio 2026, La consegna è stata rispettata.

Nella stessa tarda mattinata del 15 Gennaio, in presenza delle collaboratrici del Dirigente scolastico, del Responsabile e di altro funzionario della Città metropolitana, del responsabile della sicurezza del Danilo Dolci, è stata informata dell’accaduto e delle attività messe in campo per garantire l’incolumità della comunità scolastica e il diritto allo studio l’unica rappresentante della componente studentesca frequentante il plesso centrale. Alla stessa è stato chiesto di comunicare i fatti informalmente agli altri componenti e di fissare un orario per il giorno successivo, 16 Gennaio 2026, per una riunione plenaria con la componente studentesca. In serata è stato comunicato l’orario delle 14,30.

Purtroppo il successivo venerdì 16 Gennaio per tutta la giornata sono stato travolto da telefonate di testate giornalistiche e social ed ho dovuto prendere visione di alcune dichiarazioni mediatiche e social formulate in modo da distorcere la verità, alcune delle quali purtroppo fornite da taluni alunni in grado di aggiungere all’impegno istituzionale e alla vita della scuola caos anche con immagini non corrispondenti alla realtà.

Si sono diffuse voci false e allarmistiche su pretese carenze strutturali in grado di nuocere alla salute e alla sicurezza di chi a scuola lavora e studia con impegno e abnegazione, compromettendo tra l’altro una immagine di impegno e lotta all’illegalità, guadagnata con anni di duro lavoro del personale e degli alunni in un contesto difficile partendo sette anni fa da condizioni, anche della struttura e dei servizi, che all’inizio erano veramente disastrosi e invivibili.

Nel solco di montagne di rifiuti eliminati, di magazzini stracolmi di detriti restituiti all’impegno dello studio e della ricerca, di milioni di euro, reperiti nei progetti nazionali ed europei e impiegati per la bonifica di un ambiente di apprendimento apprezzato dalle agenzie di rating sia nazionale che internazionali, della moltiplicazione dei corsi di studio per rispondere alle esigenze di alunni sempre più motivati e della resistenza ad un ambiente difficile spesso viziato da infiltrazioni di mafia e malaffare, la voce di alunni che dovrebbero condividere le qualità e l’impegno di dove stanno e studiano e invece urlano scompostamente senza costrutto, appesantendo le difficoltà e l’impegno di tutti i lavoratori della scuola e dei compagni che si comportano correttamente è veramente intollerabile.

Una lezione che la scuola si impegna sempre ad impartire ai propri alunni è quella di imparare a dare sostanza alle proprie affermazioni, verificandone prima le fonti. È una lezione che ci ha insegnato l’Umanesimo nel XV secolo. Prima si citavano i testi sacri, Aristotele e ogni altra narrazione più o meno incredibile. Da questo modo urlato, improprio, falso e prepotente sono venuti fuori, nella storia anche recente, torture, caccia alle streghe, guerre, negazionismi e ogni tragedia possibile. Quando accade che questa lezione fondamentale non faccia presa sulla coscienza dei propri alunni, la scuola registra un fallimento che, anche se piccolo e limitato a pochi spiriti inquieti, amareggia.

Matteo Croce, dirigente scolastico

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